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	<title>Alessandro Pecoraro</title>
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	<description>Verso l&#039;infinito e oltre</description>
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		<title>Come creare una strategia comunicativa di successo con le nuove pagine di Facebook</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 17:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; ufficiale, dal prossimo 30 marzo anche le pagine pubbliche di Facebook avranno il Diario/Timeline. Scopriamo insieme le caratteristiche delle nuove pagine di Facebook e come utilizzare queste novità per creare una strategia comunicativa di successo. L’immagine di copertina Se per le pagine private, l’immagine di copertina è superflua, per le pagine di aziende, società, marchi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ufficiale, dal prossimo 30 marzo anche le pagine pubbliche di Facebook avranno il Diario/Timeline.</p>
<p>Scopriamo insieme le caratteristiche delle nuove pagine di Facebook e come utilizzare queste novità per creare una strategia comunicativa di successo.</p>
<p><strong>L’immagine di copertina</strong></p>
<p>Se per le pagine private, l’immagine di copertina è superflua, per le pagine di aziende, società, marchi, associazioni e persone celebri, la copertina è uno strumento essenziale per valorizzare il messaggio che si vuole inviare al pubblico dei sostenitori.</p>
<p>Ad esempio, dal punto di vista della comunicazione e del marketing online, l’immagine di copertina può essere utilizzata per proporre un nuovo prodotto, l’uscita di un nuovo disco, la pubblicazione di un nuovo libro, il lancio di una nuova iniziativa, di una nuova automobile, ecc.</p>
<p><strong>L’immagine del profilo</strong></p>
<p>Se l’immagine di copertina può essere utilizzata per proporre un bene o servizio, l’immagine del profilo (150x150px) può essere utilizzata per mettere in evidenza il brand dell’azienda o una foto del personaggio pubblico.</p>
<p><strong>Menù in evidenza</strong></p>
<p>Rispetto alle vecchie pagine pubbliche, nel nuovo diario, il menù non appare a sinistra, ma appena sotto l’immagine di copertina, in questa sezione è dato ampio spazio alle informazioni di pagina, sono presenti, inoltre tre box : il primo è dedicato alle foto che sono sempre al primo posto, ma si può cambiare l&#8217;ordine degli altri due box per richiamare l&#8217;attenzione su pagine personalizzate. Il menù, inoltre si può estendere per vedere anche i box non in evidenza.</p>
<p>Dal punto di vista del marketing e della comunicazione online il nuovo menù di pagina è interessante per due motivi:<br />
In primo luogo è messa in evidenza la descrizione della pagina (che diventa rilevante al pari della bio nei profili di twitter)<br />
In secondo luogo le pagine del menù essendo inserite in una posizione strategica (sotto l’immagine di copertina), godono di un’ampia visibilità, è dunque inevitabile utilizzarle per valorizzare attività, prodotti o servizi pubblicizzati sulla pagina.</p>
<p><strong>Pubblicazione di contenuti (foto, link, status, ecc.)</strong></p>
<p>La vecchia bacheca di Facebook, con la nuova impostazione grafica è divisa in due colonne al cui centro è tracciata la linea del tempo. I contenuti si susseguono in ordine cronologico su entrambe le colonne, ma le notizie di particolare interesse possono essere ingrandite su entrambe le colonne. Inoltre, rispetto ai diari personali, sulla pagina pubblica è possibile mettere in evidenza una notizia facendola apparire all’inizio del diario fino ad un massimo di 7 giorni.</p>
<p><strong>Messaggi privati</strong></p>
<p>La novità principale della nuova versione delle pagine pubbliche è data dalla possibilità da parte degli iscritti a facebook di inviare messaggi privati alle pagine pubbliche. Un’opzione che non tutti gradiranno, ma che può comunque risultare utile in determinate circostanze (penso, ad esempio, a contest, social game, concorsi online, in cui si richiede l’invio di una mail o un messaggio di partecipazione).</p>
<p><strong>I pro e i contro</strong></p>
<p>L’immagine di copertina, i nuovi menù e la possibilità di inserire un contenuto in evidenza, sono sicuramente strumenti che permetteranno ai gestori delle pagine di trasmettere contenuti con maggior efficacia.</p>
<p>Al contrario, invece è bocciata la divisione della bacheca in due colonne che, così come già accade per i profili privati, genera spesso confusione e smarrimento nel lettore. E’ discutibile anche la possibilità di inviare messaggi privati, questo strumento, infatti, costringe il titolare della pagina pubblica a fare i conti con la necessità di rispondere ai messaggi arrivati.</p>
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		<title>Come utilizzare il web per superare la crisi dell&#8217;editoria italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 10:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing online]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[librerie]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa: avrei potuto realizzare due articoli separati, uno per le case editrici ed uno per le librerie, ma i due argomenti sono legati tra loro, quindi ho preferito riassumerli in un singolo articolo. Librerie ed editori in Italia sono sull’orlo del fallimento. E’ notizia di qualche settimana fa: le Librerie coop sono in profondo rosso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Premessa: avrei potuto realizzare due articoli separati, uno per le case editrici ed uno per le librerie, ma i due argomenti sono legati tra loro, quindi ho preferito riassumerli in un singolo articolo.</em></p></blockquote>
<p><strong>Librerie ed editori in Italia sono sull’orlo del fallimento</strong>. E’ notizia di qualche settimana fa: le<strong> Librerie coop </strong>sono in profondo rosso, su 170 dipendenti 20 a rotazione saranno inseriti in cassa integrazione. Una situazione simile, se non peggiore, la sta affrontando anche la <strong>piccola e media editoria</strong>, negli ultimi anni sono numerose le case editrici chiuse o in procinto di chiudere, molte altre hanno difficoltà a pagare i diritti d’autore e a stampare nuovi libri.</p>
<p><strong>Nel 2011</strong>, stando ai dati dell’AIE (Associazione Italiana Editori) la diminuzione delle vendite ha prodotto un <strong>calo di fatturato dell’8%</strong>. Una diminuzione che ovviamente prima ancora delle librerie sta colpendo le case editrici. Questo calo non può essere imputabile solo alla generalizzata crisi economica mondiale, ci sono anche altri fattori che pesano, a partire dalla <strong>mancanza di coraggio e innovazione</strong>, se a ciò poi si aggiunge che la grande distribuzione, per distribuire i libri dei piccoli editori, in alcuni casi chiede anche il<strong> 70%</strong> del prezzo di copertina allora si capisce che <strong>quello dell’editoria è un sistema poco sostenibile</strong>.</p>
<p><strong>Il web può essere un alleato?</strong></p>
<p>Il <strong>web può essere sicuramente un alleato, ma è solo parte della soluzione</strong>. Cominciano a spuntare i primi esempi positivi di corretto utilizzo del web nel settore dell&#8217;editoria, il caso emblematico è quello di <strong>John Locke</strong> (non il filosofo) che in America, tramite il web è riuscito a vendere (senza editore) <strong>un milione di ebook</strong> su Amazon Kindle. Tornando in Italia, la situazione è ancora critica, sono poche le case editrici e le librerie che utilizzano blog, social network ed altri strumenti 2.0 e se li usano spesso li utilizzano male. Un caso di sicuro interesse è quello della <strong>Biblioteca Sala Borsa</strong> (su Twitter <a href="http://twitter.com/bibliosalaborsa" target="_blank">@bibliosalaborsa</a>), che pur non essendo una libreria utilizza il web in modo impeccabile.</p>
<p><strong>Vendere libri online</strong></p>
<p>Da un punto di vista strettamente economico, <strong>la vendita online di libri permette di eliminare i costi di distribuzione</strong> consentendo il rapporto diretto tra casa editrice e libreria online. Una soluzione ancora migliore per l’editore è la <strong>vendita diretta sul proprio sito web</strong>.</p>
<p><strong>Gli ebook</strong></p>
<p>In Italia, stando ai dati AIE 2010,<strong> gli ebook rappresentano meno dello 0,1% del mercato</strong>, un dato terrificante ma che non deve fare paura, questo mercato in Italia è appena agli inizi, inoltre, lo sviluppo degli ebook reader e gli investimenti in questo settore (ad esempio Amazon con Kindle ed Apple con Ibooks2) fanno ben sperare.</p>
<p><strong>Non solo e-commerce</strong></p>
<p>Qualcuno potrebbe pensare che <strong>utilizzando il web le librerie potrebbero continuare a svuotarsi. Niente di più sbagliato</strong>. <strong>Il web non deve fare paura</strong>, ma deve essere considerato uno strumento utile a <strong>coinvolgere il lettore </strong>rendendolo <strong>protagonista</strong>. Editori e librai devono comprendere che il profitto tramite il web non può essere immediato, per questo motivo è d’obbligo<strong> investire sulla comunicazione online</strong>, utilizzando metodi e tecnologie non convenzionali che fidelizzino il cliente/lettore.</p>
<p><strong>I blog e i social network</strong></p>
<p>Blog e social network sono strumenti essenziali per <strong>dialogare</strong> con i clienti/lettori. Questo dialogo, ovviamente dev’essere <strong>reciproco</strong>: se da un lato questi strumenti possono essere utilizzati per vendere libri, pubblicizzare nuove uscite editoriali e presentazioni, d’altro canto editori e librai devono mettersi in gioco, pronti a cogliere osservazioni e suggerimenti dei lettori.</p>
<p><strong>Altre iniziative</strong></p>
<p><strong>La collaborazione tra librai e editori può essere proficua per la realizzazione di social game, contest, concorsi online e molto altro ancora </strong>che possa incentivare il lettore non solo ad andare sul sito e ad iscriversi alla newsletter e alle pagine dei social network ma anche a tornare in libreria.</p>
<p><strong>Gli editori,</strong> dunque, devono considerare il web un&#8217;interessante strumento di promozione e utilizzare questi strumenti per <strong>innovare</strong> e coinvolgere il lettore.</p>
<p><strong>Lo stesso discorso vale per le librerie</strong>, luoghi spesso (soprattutto le grandi catene) asettici, uguali, <strong>senza anima</strong>, con calendari di eventi che si susseguono senza una logica di fondo, in cui  si prediligono nomi altisonanti e di grandi editori ed in cui  <strong>il cliente non è considerato un lettore ma un numero di  scontrino</strong>. Se a ciò poi si aggiunge come scrive <strong>Antonella Agnoli</strong> sul Manifesto del 3  marzo 2011-  <em> la presenza di commessi sottopagati che chiedono  lo spelling del nome di ogni autore anche se si tratta di Kafka&#8230;</em> si capisce che il problema non è il web.</p>
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