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	<title>Commenti per Alessandro Pecoraro</title>
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	<description>Verso l&#039;infinito e oltre</description>
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		<title>Commenti su Cittadinanza onoraria per il vescovo antigay di Aversa di Mario Faraldo</title>
		<link>http://www.alessandropecoraro.it/2008/03/27/118/comment-page-1/#comment-53</link>
		<dc:creator>Mario Faraldo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 11:33:37 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Alessandro,
dopo tanto silenzio dovuto al mio stato di salute, eccomi di nuovo a parlare del caso Pascarola. Non vorrei che corressero equivoci nelle nostre conversazioni, ma che ci fosse soltanto chiarezza. Incominciamo con il dire che la Chiesa non è una organizzazione materiale, ma una Istituzioe fondata da Cristo e alla quale aderiscono tutti quelli che in Lui credono senza esserne costretti. Perciò possiamo dire che la Chiesa siamo tutti noi credenti senza esclusione di razza, di colore della pelle, di condizione sociale e di stato civile. Quando una persona che si ritiene cristiana commette un illecito, è la legge dello Stato che deve intervenire anche se trattasi di persona appartenente al presbiterio; in tal caso la Chiesa, quale maestra dei suoi fedeli, ha soltanto il compito di ammonire e perdonare. 
Capisco l&#039;atteggiamento dell&#039;Arcivescovo Milano sul caso di Don Marco Cerullo; il suo imbarazzo e certamente il suo grande dolore per un suo sacerdote macchiatosi di una colpa così grave. L&#039;arcivescovo non ha potuto fare altro: non poteva togliere il sacerdozio a Don Marco Cerullo anche se questi avesse commesso una colpa ancor più grave, perchè ricordiamolo bene che quando un uomo è consacrato sacerdote rimane sacerdote in eterno.
Caro Alessandro, appena potrò venire a Pascarola vorrei avere il piacere di incontrarti per farci una bella chiacchierata; prima inforcavo la macchina e correvo a Pascarola dai miei parenti, ma adesso i miei figli non mi permettono di mettermi in viaggio da solo e perciò aspetto la disponibilità di uno di loro per farmi accompagnare da mia sorella Consiglia che abita a Frattaminore e da mio Fratello Aldo che vive a Caserta.
Un caro saluto 
Mario Faraldo O.F.S.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alessandro,<br />
dopo tanto silenzio dovuto al mio stato di salute, eccomi di nuovo a parlare del caso Pascarola. Non vorrei che corressero equivoci nelle nostre conversazioni, ma che ci fosse soltanto chiarezza. Incominciamo con il dire che la Chiesa non è una organizzazione materiale, ma una Istituzioe fondata da Cristo e alla quale aderiscono tutti quelli che in Lui credono senza esserne costretti. Perciò possiamo dire che la Chiesa siamo tutti noi credenti senza esclusione di razza, di colore della pelle, di condizione sociale e di stato civile. Quando una persona che si ritiene cristiana commette un illecito, è la legge dello Stato che deve intervenire anche se trattasi di persona appartenente al presbiterio; in tal caso la Chiesa, quale maestra dei suoi fedeli, ha soltanto il compito di ammonire e perdonare.<br />
Capisco l&#8217;atteggiamento dell&#8217;Arcivescovo Milano sul caso di Don Marco Cerullo; il suo imbarazzo e certamente il suo grande dolore per un suo sacerdote macchiatosi di una colpa così grave. L&#8217;arcivescovo non ha potuto fare altro: non poteva togliere il sacerdozio a Don Marco Cerullo anche se questi avesse commesso una colpa ancor più grave, perchè ricordiamolo bene che quando un uomo è consacrato sacerdote rimane sacerdote in eterno.<br />
Caro Alessandro, appena potrò venire a Pascarola vorrei avere il piacere di incontrarti per farci una bella chiacchierata; prima inforcavo la macchina e correvo a Pascarola dai miei parenti, ma adesso i miei figli non mi permettono di mettermi in viaggio da solo e perciò aspetto la disponibilità di uno di loro per farmi accompagnare da mia sorella Consiglia che abita a Frattaminore e da mio Fratello Aldo che vive a Caserta.<br />
Un caro saluto<br />
Mario Faraldo O.F.S.</p>
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