Verso l'infinito e oltre
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  • La “vecchia” timeline di Facebook va in pensione dopo un anno

    Pubblicato il gennaio 8th, 2013 admin Nessun commento

    La “vecchia” timeline di Facebook va in pensione, una notizia che sicuramente farà piacere a chi mai si era abituato alla linea del tempo che divideva il profilo in due colonne, creando spesso confusione e senso di stanchezza negli occhi di chi curiosava sulle pagine private dei propri amici e conoscenti.

    Ecco, dunque, come – dopo appena un anno dall’introduzione dei vecchi profili – appariranno da qui a poco tempo le pagine personali di Facebook (l’immagine è stata pubblicata sul sito thenextweb.com).

    Salta subito all’occhio la divisione in due colonne, i post saranno visibili sulla sinistra dello schermo mentre nella colonna destra sarà dato spazio ad alcuni box che – in ordine – conterranno: attività recenti, amici, foto, geolocalizzazione e pagine alle quali si è iscritti, divise per settore (musica, cinema, libri ecc. ecc.). I post evidenziati, invece, occuperanno entrambe le colonne. Unica nota stonata, l’ampio spazio sulla destra dedicato alle inserzioni pubblicitarie.

    Ma c’è di più, i nuovi profili garantiranno una maggiore privacy: per gli iscritti al noto social network, scompariranno infatti, le informazioni sullo status sentimentale mentre il vecchio menù orizzontale con le immagini degli amici, le attività, e le pagine preferite sarà sostituito da un semplice menù testuale.

    I nuovi profili, per ora in fase di test, sono disponibili solo per alcuni utenti, ma considerando i tempi di Facebook da qui a poche settimane la novità sarà accessibile a tutti gli iscritti al social network.

  • Come utilizzare il web per superare la crisi dell’editoria italiana

    Pubblicato il febbraio 28th, 2012 admin Nessun commento

    Premessa: avrei potuto realizzare due articoli separati, uno per le case editrici ed uno per le librerie, ma i due argomenti sono legati tra loro, quindi ho preferito riassumerli in un singolo articolo.

    Librerie ed editori in Italia sono sull’orlo del fallimento. E’ notizia di qualche settimana fa: le Librerie coop sono in profondo rosso, su 170 dipendenti 20 a rotazione saranno inseriti in cassa integrazione. Una situazione simile, se non peggiore, la sta affrontando anche la piccola e media editoria, negli ultimi anni sono numerose le case editrici chiuse o in procinto di chiudere, molte altre hanno difficoltà a pagare i diritti d’autore e a stampare nuovi libri.

    Nel 2011, stando ai dati dell’AIE (Associazione Italiana Editori) la diminuzione delle vendite ha prodotto un calo di fatturato dell’8%. Una diminuzione che ovviamente prima ancora delle librerie sta colpendo le case editrici. Questo calo non può essere imputabile solo alla generalizzata crisi economica mondiale, ci sono anche altri fattori che pesano, a partire dalla mancanza di coraggio e innovazione, se a ciò poi si aggiunge che la grande distribuzione, per distribuire i libri dei piccoli editori, in alcuni casi chiede anche il 70% del prezzo di copertina allora si capisce che quello dell’editoria è un sistema poco sostenibile.

    Il web può essere un alleato?

    Il web può essere sicuramente un alleato, ma è solo parte della soluzione. Cominciano a spuntare i primi esempi positivi di corretto utilizzo del web nel settore dell’editoria, il caso emblematico è quello di John Locke (non il filosofo) che in America, tramite il web è riuscito a vendere (senza editore) un milione di ebook su Amazon Kindle. Tornando in Italia, la situazione è ancora critica, sono poche le case editrici e le librerie che utilizzano blog, social network ed altri strumenti 2.0 e se li usano spesso li utilizzano male. Un caso di sicuro interesse è quello della Biblioteca Sala Borsa (su Twitter @bibliosalaborsa), che pur non essendo una libreria utilizza il web in modo impeccabile.

    Vendere libri online

    Da un punto di vista strettamente economico, la vendita online di libri permette di eliminare i costi di distribuzione consentendo il rapporto diretto tra casa editrice e libreria online. Una soluzione ancora migliore per l’editore è la vendita diretta sul proprio sito web.

    Gli ebook

    In Italia, stando ai dati AIE 2010, gli ebook rappresentano meno dello 0,1% del mercato, un dato terrificante ma che non deve fare paura, questo mercato in Italia è appena agli inizi, inoltre, lo sviluppo degli ebook reader e gli investimenti in questo settore (ad esempio Amazon con Kindle ed Apple con Ibooks2) fanno ben sperare.

    Non solo e-commerce

    Qualcuno potrebbe pensare che utilizzando il web le librerie potrebbero continuare a svuotarsi. Niente di più sbagliato. Il web non deve fare paura, ma deve essere considerato uno strumento utile a coinvolgere il lettore rendendolo protagonista. Editori e librai devono comprendere che il profitto tramite il web non può essere immediato, per questo motivo è d’obbligo investire sulla comunicazione online, utilizzando metodi e tecnologie non convenzionali che fidelizzino il cliente/lettore.

    I blog e i social network

    Blog e social network sono strumenti essenziali per dialogare con i clienti/lettori. Questo dialogo, ovviamente dev’essere reciproco: se da un lato questi strumenti possono essere utilizzati per vendere libri, pubblicizzare nuove uscite editoriali e presentazioni, d’altro canto editori e librai devono mettersi in gioco, pronti a cogliere osservazioni e suggerimenti dei lettori.

    Altre iniziative

    La collaborazione tra librai e editori può essere proficua per la realizzazione di social game, contest, concorsi online e molto altro ancora che possa incentivare il lettore non solo ad andare sul sito e ad iscriversi alla newsletter e alle pagine dei social network ma anche a tornare in libreria.

    Gli editori, dunque, devono considerare il web un’interessante strumento di promozione e utilizzare questi strumenti per innovare e coinvolgere il lettore.

    Lo stesso discorso vale per le librerie, luoghi spesso (soprattutto le grandi catene) asettici, uguali, senza anima, con calendari di eventi che si susseguono senza una logica di fondo, in cui si prediligono nomi altisonanti e di grandi editori ed in cui il cliente non è considerato un lettore ma un numero di scontrino. Se a ciò poi si aggiunge come scrive Antonella Agnoli sul Manifesto del 3 marzo 2011-   la presenza di commessi sottopagati che chiedono lo spelling del nome di ogni autore anche se si tratta di Kafka… si capisce che il problema non è il web.