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  • I retroscena delle dimissioni dell’ex Presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis

    Pubblicato il maggio 6th, 2009 admin Nessun commento

    Articolo scritto per Fresco di Stampa

    Sono trascorsi due mesi dalle dimissioni di Sandro De Franciscis alla presidenza della Provincia di Caserta, dimissioni inaspettate le cui motivazioni non hanno convinto del tutto. Come noto, l’addio alla politica di De Franciscis è da imputare alla nomina da parte del vescovo della Diocesi di Tarbes e Lourdes, monsignor Jaques Perrier, come “medico permanente” del Bureau Medical, l’istituzione che si occupa della raccolta e dei primi esami delle segnalazioni di presunte guarigioni.

    Il brusco abbandono della Provincia, però, non può essere attributo solo ed esclusivamente alla “divina chiamata” da parte del Monsignor Jaques Perrier. Una delle cause delle dimissioni di De Franciscis è senz’altro da imputare agli attacchi che ha dovuto subire da parte di molti dei suoi “compagni” di partito. Le incomprensioni con gli ex diessini sono cresciute inesorabilmente a partire dalla decisione di De Fransciscis di appoggiare la candidatura a Sindaco di Caserta di Nicodemo Petteruti contro il bassoliniano, Gianfranco Alois. Non sono bastati i rimpasti della giunta, non sono bastate le promesse di nuove deleghe ed incarichi da attribuire agli ex diessini e non è servita nemmeno la mediazione di Enzo Iodice, segretario provinciale di fede bassolinana, eletto con voti bipartisan. Così, la lotta interna al Pd e le pressioni su De Franciscis sono proseguite senza sosta innescando un vero e proprio meccanismo di autodistruzione del partito.

    Ma l’abdicazione di De Franciscis non può imputarsi solo alla faida interna al Pd. Non si può trascurare, infatti, un altro serio problema che vive terra di lavoro: l’intreccio tra politica, clientelismo e camorra. Il procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore, poche settimane fa, dopo il recente viaggio della commissione parlamentare antimafia a Napoli e Caserta, ha affermato che circa il 30 per cento dei politici locali è “implicato con esponenti della criminalità campana”. Nel dicembre 2008, la commissione per l’accesso agli atti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha dichiarato l’illegittimità della delibera di giunta provinciale n. 154 del 20 ottobre con la quale l’amministrazione aveva creato un organo di controllo gestito da propri uomini di fiducia che avrebbe dovuto vigilare sul corretto funzionamento della “Terra di lavoro s.p.a.”, società pubblica di proprietà della Provincia che si occupa della gestione dei servizi pubblici, con particolare riguardo alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni immobili e degli impianti cosidetti “a rete” (rete idrica, fogniaria, metanodotti e rete di pubblica illuminazione, etc.). In pratica i controllori e i controllati coincidevano, come un cane che si morde la coda. Ad avanzare sospetti sul ruolo della Spa era stato il consigliere provinciale di An, Giorgio Magliocca, che non era riuscito ad entrare in possesso di alcuni atti che chiarivano i criteri di assunzione dei dipendenti della società. A Gennaio un nuovo fulmine a ciel sereno ha fatto traballare la poltrona del presidente De Fransciscis: il caso della General Impianti Sas. L’impresa, sequestrata il 14 gennaio perché di proprietà del boss Giuseppe Setola (formalmente intestata al fratello Pasquale Setola), nel 2004, si aggiudicò l’appalto bandito dalla provincia di Caserta (allora guidata da Riccardo Ventre) per la manutenzione degli impianti elettrici e idrici negli edifici di proprietà dell’ente. Appalti rinnovati nel 2005 e nel 2006 che hanno consentito alla famiglia Setola di ottenere 400mila euro di fondi pubblici. Uno scandalo su cui i media nazionali hanno taciuto.

    Infine, non bisogna trascurare il fatto che negli ultimi mesi, la Provincia, sia stata oggetto di frequenti controlli da parte delle forze dell’ordine inviate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. I controlli avrebbero come obiettivo quello di veder chiaro sui possibili intrecci tra politica e criminalità organizzata, sia nel campo della gestione degli appalti pubblici sia in quello degli smaltimenti dei rifiuti. Non è un caso che l’ultimo provvedimento di De Franciscis, prima delle sue dimissioni, sia stato quello di revocare l’autorizzazione allo smaltimento di rifiuti da parte del cementificio Cementir di Maddaloni; così come, non è un caso che negli ultimi mesi siano venute a galla nuove inchieste tra cui è doveroso ricordare il caso Biopower riguardante il settore energetico e quello riguardante l’Acms (Azienda casertana mobilità e servizi).

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