di Alessandro Pecoraro, tratto dal mensile ‘Fresco di Stampa’, ottobre 2008
Bufera sull’informazione campana a seguito delle accuse dello scrittore Roberto Saviano su alcuni titoli de il “Corriere di Caserta” e “Cronache di Napoli” e l’immediata replica dei redattori dei quotidiani. Offriamo ai lettori un’inchiesta sulla recente storia delle due testate che negli ultimi dieci anni hanno cambiato più volte direzione e proprietà.
Per comprendere meglio le dinamiche è utile tornare un po’ indietro indietro nel tempo: al 2003, e in particolare alla figura di Maurizio Clemente, presidente del consiglio d’amministrazione di Editalia srl, società formata da Editrice la Stampa, con sede a Torino, ed Editoriale Corriere srl di proprietà dei fratelli Maurizio e Pasquale Clemente. L’Editoriale Corriere srl pubblicava il «Corriere di Caserta» e «Cronache di Napoli» che durante gli anni della collaborazione con l’Editrice la Stampa erano venduti in allegato al quotidiano torinese. Nel luglio del 2003, l’Editoriale Corriere srl dichiarò ai sindacati di non avere più i mezzi per editare le due testate locali e di cessare pertanto l’attività licenziando tutto il personale. La società, in effetti, pur vendendo circa 5000 copie e ricevendo introiti dalla società pubblicitaria Publikompass, era colma di debiti a causa delle numerose vertenze perse per contenziosi di lavoro e per articoli diffamatori.
Editalia srl, con una mossa a sorpresa, affidò gratuitamente il «Corriere di Caserta» e «Cronache di Napoli» a un nuovo soggetto, la Cooperativa Libra di Caserta, di proprietà di Domenico Palmiero, Anna Illiano e Giovanni Lucianelli. Quest’ultimo, già editore dei due quotidiani, in passato era stato addetto stampa dell’ex ministro Pecoraro Scanio, direttore editoriale delle emittenti regionali «Teleregione» e «Quarto Canale», portavoce del senatore Sergio De Gregorio e, nel Febbraio del 2008, candidato al Consiglio regionale campano dell’Istituto nazionale previdenza giornalisti italiani. Nel 1999 fu rinviato a giudizio dal gip Laura Triassi per tentata truffa ai danni della Regione Campania attraverso i Pop (Piani operativi plurifondo) finanziati dall’Unione Europea, processo terminato il 26 Novembre 2004 per intervenuta prescrizione del reato.
Alla Cooperativa Libra furono ceduti i contratti di pubblicità con la Publikompass, quello di abbinamento con «La Stampa», e gli accordi di diffusione, distribuzione e stampa con altre società di Napoli e Caserta. Dopo pochi giorni, la Cooperativa Libra fu coadiuvata dalla società Sud Notizie srl creata il 25 luglio 2003 da Rosanna Riccio e Annalisa Moio, mogli dei fratelli Maurizio e Pasquale Clemente. La nuova società assunse quasi tutti i dipendenti di Editoriale Corriere srl lasciando la cura editoriale alla Cooperativa Libra.
Il caos scoppiò l’11 dicembre del 2003, quando i carabinieri del Nucleo operativo di Caserta eseguirono un ordine di custodia cautelare, firmato dal Gip di Santa Maria Capua Vetere Raffaele Piccirillo, su richiesta dei sostituti procuratori Alessandro D’Alessio e Giovanni Conzo, nei confronti di Maurizio Clemente. Nell’interrogazione parlamentare presentata dall’Onorevole Lorenzo Diana il 17 dicembre 2003 è citato un comunicato del Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Mariano Maffei, in cui quest’ultimo spiegò che Clemente era “[...] editore occulto della testata giornalistica «Il Corriere di Caserta»”, ritenendolo “gravemente indiziato di estorsione continuata in concorso, per avere indotto, mediante la minaccia di pubblicazione di articoli diffamatori, politici, imprenditori e professionisti della provincia di Caserta, a stipulare contratti pubblicitari, ovvero ad avvalersi della consulenza della società Eurobic, da lui controllata” e avviò un processo che è tutt’ora in corso.
Al fine di una più completa comprensione è opportuno, inoltre, richiamare la vicenda che nel 2002 colpì il senatore Lorenzo Diana, già sotto scorta e membro della Commissione parlamentare antimafia il quale (già tirato in ballo dal boss Schiavone attraverso una lettera inviata alla «Gazzetta di Caserta») come riportato da un’interrogazione parlamentare presentata da Giuseppe Lumia il 24 novembre 2005, fu “[...] bersaglio di manovre inquietanti, verificatasi dal 2002 a seguire, ad opera di un quotidiano casertano, il «Corriere di Caserta», il cui proprietario-editore, Maurizio Clemente, è stato arrestato e rinviato a giudizio per estorsione a mezzo stampa anche su denuncia del deputato. Il suddetto giornale sferrava una pesante opera di diffamazione e di delegittimazione del parlamentare (senatore Lorenzo Diana ndr) riportando, in un articolo ritenuto offensivo da Diana, una dichiarazione resa in aula da Schiavone sul parlamentare. Per tale diffamazione il suddetto giornale è stato condannato dal tribunale di Salerno”.
Subito dopo l’arresto di Maurizio Clemente, la Editrice la Stampa bloccò tutti i rapporti con i due quotidiani e il «Corriere di Caserta», di proprietà delle signore Clemente, fu gestito dall’editore Pasquale Clemente, fratello di Maurizio, insieme al nuovo direttore Gianluigi Guarino che guidò il quotidiano fino al 29 marzo del 2007 anno in cui abbandonò la direzione del giornale. Guarino, il 26 Febbraio 2007 rilasciando un’intervista mai smentita al portale Iustitia.it affermò di ritrovarsi: “[...] con un giornale carsico, omissivo, che spesso ignora le notizie perché non deve dare fastidio a nessuno; tutto ruota intorno alle esigenze processuali dell’editore”. In questo contesto di intrecci societari e di parentela, litigi e fallimenti il 1 Aprile 2007 si è insediato il nuovo direttore della testata, Domenico Palmiero , già direttore del quotidiano “Cronache di Napoli”, che è tutt’ora in carica coadiuvato dal direttore editoriale Pino de Marino.



