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  • Neomelodici e Camorra. Il mondo della musica napoletana e gli intrecci con la criminalità

    Pubblicato il dicembre 16th, 2006 admin Nessun commento

    In ogni regione che si rispetti esistono degli artisti, dei personaggi che nel loro piccolo diventano delle vere e proprie star, anche se varcata la linea di confine del loro territorio ritornano ad essere dei perfetti sconosciuti.

    In Campania abbiamo i cantanti neomelodici, un esercito di cui il 90% sono famosi solo nel quartiere in cui cantano, il simbolo di maggior successo di questo genere è Gigi D’Alessio ma anche altri neomelodici come Gigi Finizio hanno varcato la soglia del successo nazionale.
    Due giorni fa il Ministro Amato ha affermato che “se il piano contro la criminalità a Napoli avrà successo i neomelodici dovranno cantare altre canzoni o, se esisteranno ancora, non canteranno in napoletano. – Poichè quella dei neomelodici è – Una cultura che cerca comunque di fare del camorrista un eroe, del carcerato un personaggio positivo, mentre chi lo denuncia è un infame”.

    La domanda per i meno esperti sorge spontanea: cosa c’entra il neomelodico Napoletano con la Camorra? Perchè Amato chiama in gioco questi “artisti” di quartiere?

    Amato li chiama in gioco perchè la Camorra a Napoli è diventata anche produttrice e casa discografica:
    si occupa di sovvenzionare i cantanti, di pubblicizzarli e di pagare le televisioni locali per la trasmissione dei loro video.
    In alcuni casi la Camorra arriva persino a ideare e scrivere (vedi il Boss Luigi Giuliano) i testi che poi saranno cantati da questi “artisti”.

    Alcuni neomelodici come Lisa Castaldi arrivano a cantare certe canzoni dai titoli emblematici come “Il mio amico camorrista”, in cui si elogiano le qualità di un boss della camorra, o come “Femmena d’onore” in cui se la prende con i pentiti di camorra che denunciano tutto alla polizia. Altri come Fabrizio Ferri cantano “I drogati so buoni wajun”..

    Ieri sera a Skynews24 alle 22:45 è andato in onda uno speciale sui cantanti neomelodici e tra i vari ospiti c’era uno dei più famosi cantanti neomelodici della Campania: Ciro Rigione in arte Ciro Ricci:“Il camorrista è uno che nel quartiere fa del bene alle persone, da il lavoro alle persone, da da mangiare alle persone.” quando il giornalista gli ha fatto notare che il Camorrista da lavoro ma non rispetta nessuna legge Ciro ha risposto “No, ma la legge… no perchè.. La camorra non esiste, esiste la criminalità come c’è in tutta Italia”.
    Queste parole non mi hanno sconvolto, Ciro ha detto esattamente ciò che pensano in Campania molte persone tra cui quelle trecentomila persone che non riuscirebbero a vivere se non fosse per l’impresa Camorra S.p.a.

    Ciò non significa che in Campania sono tutti camorristi o filo camorristi, come non significa che i neomelodici siano tutti a servizio della camorra.
    Amato ha espresso un giudizio superficiale probabilmente voleva utilizzare il neomelodico come metafora per indicare quello che è un più ampio problema culturale e sociale di Napoli.

    Se alcuni neomelodici arrivano a tal punto è perchè probabilmente sanno che per lavorare devono rivolgersi a loro altrimenti non li farebbero cantare, così come per i venditori ambulanti.

    Il neomelodico è il prodotto della realtà in cui vive, non ne è la causa, le canzoni d’elogio ai drogati o al camorrista hanno successo perchè in quel contesto ci si adatta alla cultura esistente, un testo del genere vende molte più copie di un testo diverso che data la realtà potrebbe risultare “anticulturale”.

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