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  • Caporalato: il caso dello sfruttamento degli operai in Emilia-Romagna

    Pubblicato il dicembre 7th, 2006 admin Nessun commento

    Di Alessandro Pecoraro per Proveditrasmissione

    re_maialeL’Emilia Romagna è famosa per essere sede di numerose aziende che si occupano del mercato suino. In città Come Vignola o Castelnuovo Rangone sono presenti circa 150 cooperative che si occupano della lavorazione della carne e dei salumi. Castelnuovo Rangone ha addirittura fatto del maiale il suo simbolo, persino la piazza della città è arricchita dalla presenza della statua di un maiale [Vedi la foto].

    L’indotto generato da queste imprese è incredibile, i dipendenti sono migliaia tra cui tantissimi extracomunitari che spesso lavorano in nero.

    Queste imprese hanno trovato un modo semplice per arricchirsi sulle spalle degli operai e dello stato, il sistema è semplice ed avviene tramite l’appalto di manodopera esterna: la stragrande maggioranza degli operai anziché essere assunta dall’impresa che lavora le carni è assunta da cooperative fittizie di facchinaggio tramite un contratto di “logistica e movimentazione delle merci”, un contratto che (e qui c’è il trucco) è meno costoso (5 euro all’ora) e prevede meno diritti e tutele per i lavoratori.

    suiniGli operai spesso sono costretti a lavorare alle catene di disossatura e lavorazione delle carni per 10 ore consecutive, senza alcun turno ed in condizioni igieniche impietose, tuttativa, pur sapendo che parte del loro salario sarà retribuito in nero non si ribellano poichè nella stragrande maggioranza dei casi sono lavoratori extracomunitari che non possono sottrarsi all’opportunità di avere un lavoro “regolare”.

    Del caporalato in Emilia Romagna si è interessata Rai3, che ha trasmesso un Documentario di Scanni e Oliva chiamato “Il paese del maiale” ma la risonanza è stata pressocchè nulla, forse perchè il servizio è stato trasmesso il 24 agosto alle 0:30 di notte.

    Anche i sindacati e la magistratura si sono occupati di questo caso e attualmente gli indagati sono 40, ma in Emilia Romagna questa procedura è tutt’altro che debellata, a ciò si aggiunge anche il fatto che molte di queste imprese oltre ad aver creato un cartello sono controllate in modo indiretto dalla criminalità organizzata, in particolar modo dalla Camorra Casalese che ha trovato una miniera d’oro nella gestione dei Sub-Appalti delle Cooperative.

    Sullo stesso argomento: www.nuovocaporalato.it

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